BASTA!
In diecimila sono scese in piazza a Roma contro la violenza maschile sulle donne, sabato 28 novembre.
Le statistiche dicono che in Italia una donna su tre, fra i 16 e i 70 anni, ha subito violenze. Più di metà non l’ha mai confidato a nessuno. In più del 90 % dei casi, la violenza non viene denunciata. In tre casi su quattro, l’autore è un marito o ex marito, fidanzato o ex fidanzato, un parente, un conoscente. Nell’80% dei casi, si tratta di violenza domestica. Lo stupro ad opera di sconosciuti è meno del 2%.
Questi numeri smentiscono l’idea diffusa dai media che l’aggressore sia abitualmente uno straniero, un immigrato; che la violenza rientri negli episodi di “cronaca nera”. Quando questo capita, acquista immediatamente un enorme rilievo. E’ uno stereotipo che serve a diffondere il razzismo, la retorica sulla “sicurezza”, e a sminuire le colpe degli uomini in genere. La violenza sulle donne, invece, è una responsabilità di tutti gli uomini. Non ha colore o passaporto. Non è prerogativa di un ceto sociale.
Il maschilismo oggi trova nel Presidente del Consiglio l’esponente più sfrontato. Ma tanti uomini (la maggioranza) si identificano con lui, o provano comunque una specie di complicità. Sesso, denaro, potere è uno scambio che avviene a qualsiasi livello
Le donne che lavorano risentono di più degli effetti della crisi, e intanto continuano ad addossarsi il lavoro casalingo, di accudimento, di cura, come se fosse una naturale funzione femminile.
Ma le donne reagiscono. Fra gli slogan della manifestazione:
“No alla violenza che uccide, al familismo che ci opprime”. “Chi ci difende dalle ronde? Nessuna azione razzista in nostro nome”. “Unite per la libertà, contro il razzismo e l’omofobia”. “La violenza non ha colore”. “Riprendiamoci la notte”. “Il modello Barbie fa male alle bambine: le vuole tutte uguali alle veline”.
E contro i mille intralci che il governo mette alla pillola abortiva Ru486: “Ru-voluzione: sul nostro corpo decidiamo noi”. “Libere di scegliere, capaci di reagire. Ru486: la libertà è autodeterminazione”.
Ricordiamo che il 25 novembre (data della giornata contro la violenza indetta dall’ONU) a Milano, Bologna, Roma, Catania gruppi di donne hanno manifestato contro maltrattamenti e violenze subite dalle donne immigrate rinchiuse nei Centri di Identificazione ed Espulsione. Ha aderito il Forum delle Donne del PRC. A Milano, con lo slogan “Noi non siamo complici”, molte donne si sono radunate davanti alla stazione di piazza Cadorna. La polizia è intervenuta caricando ripetutamente. Lo scopo era di strappare via lo striscione che le manifestanti avevano sbandierato. E che vedete qui sotto.
Vietato, vietatissimo indagare su queste cose. Ricordiamo anche che durante gli sgomberi molte ragazze Rom subiscono maltrattamenti a sfondo sessuale, che non vengono mai, assolutamente mai, denunciati.



Pubblicato da rifondazionebrugherio 


Pubblicato da rifondazionebrugherio 

Pubblicato da rifondazionebrugherio 



Sabato 14 novembre, alle ore 14,